È probabilmente il distillato più famoso, ma anche uno dei più controversi della Normandia. Mi riferisco, ovviamente, al calvados — e non al «calva», quella bevanda a volte di dubbia qualità che alcuni cercano oggi di riportare in auge con miscele che, a mio avviso, la sminuiscono più che valorizzarla.
Esistono tre denominazioni distinte: Calvados AOC, Calvados Pays d’Auge e Calvados Domfrontais. Personalmente, ammetto di avere una preferenza per le ultime due, che spesso offrono acquaviti dal carattere più marcato e più elaborate.
Il calvados si ottiene dalla distillazione del sidro e del mosto di pere. Il Calvados Pays d’Auge si distingue in particolare per la doppia distillazione, mentre il Calvados Domfrontais deve essere prodotto con almeno il 30% di pere da mosto. La presenza delle pere gli conferisce un carattere particolare, spesso più fruttato e delicato.
Apprezzo in modo particolare i calvados della Maison Lemorton. D’altronde, Isidore Lemorton avrebbe potuto benissimo vedere una delle sue bottiglie servita, all’inizio del XX secolo, su un tavolo della grande Brasserie Paul.
Quando lascerete Rouen per visitare la Normandia, vi consiglio di fare una visita alla Maison Christian Drouin e alla Maison Lemorton. E se avete un po’ più di tempo a disposizione, anche la Ferme des Grimaux, dove vengono prodotti i calvados Pacory, saprà accogliervi e farvi scoprire il suo savoir-faire.
Avvisateci prima della vostra partenza: saremo lieti di contattarli per organizzare la vostra visita.